Percorso Biografico e Critico 1960-1969

A cura di Attilio Zammarchi 

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1960
Partecipa in aprile a Exibition of Italian Contemporary Art a Johannesburg e successivamente ad una importante occasione espositiva dedicata alla, The New Generation in Italian Art, organizzata dalla American Federation of Arts a New York e poi a Dallas e San Francisco nel 1961.
È invitato per una personale alla Galleria La Bussola a Torino, con presentazione in catalogo di Renzo Guasco in ottobre. Numerose le recensioni: Scroppo su «L’Unità”, Enzo Brunori alla Bussola, 6 ottobre, Mario Novi su il «Giornale del Mattino», Brunori, 11 ottobre, Marziano Bernardi su «La Stampa», Il colore di Brunori, 11 ottobre, Angelo Dragone su «Stampa Sera», Brunori, Prima personale Torinese, 14-15 ottobre e infine Luigi Carluccio con Enzo Brunori alla Bussola su la «Gazzetta del Popolo» del 23 ottobre.
Partecipa alla VIII Quadriennale romana ma, in polemica con gli organizzatori veneziani, rifiuta l’invito alla Biennale di Venezia.
Il 15 agosto muore Lionello Venturi e inizia così l’isolamento di Brunori anche per opera dell’orientamento, pur tra di loro diverso, di G. C. Argan e di Cesare Brandi. I due ebbero con Brunori, devotissimo a Venturi, una accesa disputa tanto che da quel giorno smisero di frequentarsi.
In questo anno Brunori inizia l’insegnamento: dirigerà gli Istituti d’arte di Cortina d’Ampezzo e di Civitavecchia durante tutto il decennio. Scrive sul «Taccuino delle Arti», n. 54, in maggio, un articolo di ricordo per l’amico editore intitolato Omaggio a De Luca.

Partecipa a:
•    Eindhowen, Stedeliik Van Abbemuseum e Rotterdam, Museum Boymans Van Benningen, Sironi e 8 pittori Italiani, marzo-ottobre
•    Johannesburg, Exibition of Italian Contemporary Art, aprile
•    New York, Dallas, The New Generation in Italian Art, aprile-giugno
•    Torino, Galleria Il Grifo, 2° Salone «I 4 Soli», maggio
•    Termoli, Premio Termoli, agosto
•    Feltre, Premio Carlo Rizzarda, settembre (I° premio)
•    Torino, Galleria La Bussola, testo di R. Guasco, 4 ottobre
•    Valdagno, Premio Marzotto, ottobre
•    Roma, VIII Quadriennale nazionale d’Arte
•    Roma, La Nuova Pesa, Mostra italiana e straniera del Piccolo Formato
Recensioni:
•    M. Venturoli, VIII Quadriennale, Presenza e valore degli astrattisti, «Paese Sera», Roma, 16 gennaio
•    V. Rubiu, «Segnacolo», gennaio-febbraio, pp. 49-66, (1 tavola in b/n)
•    S. Giannelli, Giovani artisti alla Quadriennale, «Taccuino delle Arti», Roma, gennaio-febbraio
•    L. Nogara, Il Premio Marzotto, «Taccuino delle Arti», n. 59, Roma, ottobre
•    F. Scroppo, Enzo Brunori alla Bussola, «L’Unità”, Torino, 6 ottobre
•    M. Novi, Brunori, «Giornale del Mattino», Firenze, 11 ottobre
•    M. Bernardi, Il colore di Brunori, «La Stampa», Torino, 11 ottobre
•    A. Dragone, Brunori, prima personale Torinese, «Stampa Sera», Torino, 14-15 ottobre
•    L. Carluccio, Enzo Brunori alla Bussola, «Gazzetta del Popolo», Torino, 23 ottobre
•    E. Crispolti, VIII Quadriennale, «Taccuino delle Arti», Roma
   
1961
A consolidamento del successo ottenuto presso il collezionismo statunitense viene inaugurata una sua personale alla Galleria Fairweather-Hardin a Chicago, con testo in catalogo di Lionello Venturi. Ottiene un forte successo con tutte le opere esposte vendute ed una importante recensione di Emily Genauer dal titolo High and low Enzo Brunori, uscita su «What’s New», n. 226, con una tavola a colori in copertina.
Nel numero dato alle stampe in aprile di «Letteratura», Giovanni Carandente pubblica un saggio sull’artista umbro corredato da otto tavole in b/n e dice tra l’altro:
L’immagine delle esplosioni di materia torna, per un certo verso, calzante anche per esprimere la tematica del Brunori attuale. Se il suo colore ha smesso la precedente variegata brillantezza, non ha però rinunciato a «quell’armonia ogni volta creata», come scrisse il Venturi, a quel flusso di energie convogliate in una direzione, in un ordine e la spinta emozionale è aumentata, gli «impulsi di liberta immaginativa», che lo asserragliavano, han ricevuto nuova robustezza. Il colore ha cadenze più univoche, ma le sfumature son quanto mai lievitanti. La materia ha raggiunto una sua interna crescenza per cui l’immagine si condensa e dilata allo stesso momento.
A differenza di altri artisti - Birolli o Morlotti - che pure hanno sostanziato, ciascuno a suo modo la sua ricerca, a differenza cioè di quei pittori che dal dato di natura si sono partiti come per una vivificazione dell’immagine, il giovane artista perugino ricorda la natura come lontano sentimento della sua coscienza storica e terrena, come qualcosa che gli appartenne prima che il fantasma creativo gli si proponesse sulla tela.
Realizza Ombra rappresa, L’Oro della sera, Lento finisce il giorno, Memorie di Spagna, Il terzo giorno, appositamente per la personale alla Galleria del Milione a Milano, presentato da Marcello Venturoli, che così scrive:
La mostra dell’attuale Brunori è la più bella e poetica di quante abbia fatto l’artista. Questa misura italiana della pittura astratta, fuori delle secche degli astratto-concreti di ieri e fuori dello sperimentalismo materico, così sovente edonistico e immotivato degli informali, è il fatto più nuovo e importante, quanto a risultati, degli ultimi anni nel campo dell’arte italiana d’oggi. Quadri come il Grande specchio possono benissimo collocare Brunori fra quegli artisti della terza generazione che saranno in un domani ormai prossimo considerati Maestri.
Partecipa a:
•    Roma, Galleria Penelope, 12 Maestri della terza Generazione, aprile
•    San Marino, Biennale Repubblica San Marino, giugno-luglio
•    Marsala, Premio Marsala, agosto (I° premio)
•    Milano, Galleria del Milione, Enzo Brunori, testo di M. Venturoli, dicembre
•    Bruxelles, Monaco e Parigi, Mostra itinerante di opere del Premio Marzotto, edizione 1960
•    Chicago, Galleria Fairweather-Hardin, Enzo Brunori, testo di L. Venturi
•    San Francisco, The New Generation in Italian Art

Recensioni:
•     G. Carandente, «Letteratura», anno XXV, Roma, gennaio-aprile
•    E. Battisti, «Arte Oggi», n. 10, Roma, marzo-aprile (nn. 25-27 con 2 tavole a colori e 2 in b/n)
•    M. Scardino, All’«Oro della sera» di Brunori il I° premio Città di Marsala, 28 agosto
•    M. Venturoli, Una mostra personale del pittore Enzo Brunori, «Il Milione. Bollettino della Galleria del Milione», n. 72, Milano, dicembre
•    Brunetta, Brunori al Milione, «A.B.C.», n. 50, Milano, dicembre
•     E. Genauer, High and low Enzo Brunori, «What’s New», n. 226 (con tavola a colori in copertina)
   
1962
Espone alla galleria La Loggia di Bologna dal 24 febbraio al 7 marzo presentato in catalogo da Marcello Venturoli, suscitando molto interesse.
A Losanna, in giugno, si apre invece la I Biennale Internazionale de la Tapisserie Moderne, una grande mostra dell’arazzo. Il risveglio dell’interesse nei confronti di questa forma d’arte è da imputare a una sorta di condivisione dei nuovi indirizzi propri agli avvenimenti artistici contemporanei, oltremodo attenti alla valorizzazione della materia e ai suoi risvolti di carattere tattile. Brunori questa analogia la capisce ed è l’unico artista a rappresentare l’Italia con una sua composizione, recensita da Elda Fezzi su «Il Popolo» e da Francesco Vincitorio su «La Voce Repubblicana» e inserita nell’archivio della Biennale di Losanna.

Partecipa a:
•    Bologna, Galleria La Loggia, Enzo Brunori, testo di M. Venturoli,
    24 febbraio-7 marzo
•    Roma, Galleria Penelope, Pittori d’Oggi, marzo
•    Kamakura (Giappone), Museo d’Arte Moderna e Manila (Filippine), Philamlife Building, Pittura Italiana Contemporanea, marzo-ottobre
•    Roma, Mostra Pro Operai della Technospes, aprile
•    Roma, Palazzo delle Esposizioni, Premio Autostrada del Sole, maggio (acquisto del quadro)

•    Losanna, I Biennale Internazionale de la Tapisserie Moderne, giugno
•    Roma, Galleria Penelope, Arte e Cinema, giugno
•    Torino, Galleria La Bussola, Carte di Artisti Contemporanei, giugno
•    Palermo, Premio Sicilia Industria, giugno (quadro acquistato dall’ENI)
•    Roma, Galleria Penelope, Motivi vecchi e nuovi d’Arte Contemporanea e Mostra Italiana e Straniera del Piccolo Formato, luglio-settembre
•    Saigon, International Art Exhibition, ottobre
•    Spoleto, Disegni Italiani Moderni, luglio, proseguirà ad Ivrea nel 1963 e a Minneapolis (USA)

Recensioni e altra bibliografia:
•    M. Valsecchi, «Le Arti», n. 1, Milano, gennaio
•    Enzo Brunori alla Loggia, «Resto del Carlino», «Carlino Sera», Bologna, 8 marzo (foto con didascalia)
•    G. Etna, «Il Giornale del Mezzogiorno», 19 marzo
•    V. Apuleo, «La Voce Repubblicana», Roma, 20 marzo
•    S. Orienti, «Il Popolo», Roma, 26 marzo
•    F. Catalano, Brunori, «Auditorium», Roma, aprile e giugno
    (1 riproduzione a colori)
•    G. Marussi, Brunori, «Le Arti», Roma, 6 giugno, tavola a colori
•    M. Venturoli, Brunori alla mostra dell’arazzo, «Paese Sera», Roma,
    26 giugno
•    A. Mezio, «Il Mondo», Roma, 24 luglio
•    E. Bruno, «Film Critica», Roma, agosto (1 riproduzione in b/n)
•    F. Vincitorio, Si rinnova nel mondo l’arte dell’arazzo, «La Voce Repubblicana», Roma, 15 agosto
•    M. Volpi, Alternative attuali, «L’Avanti», Roma, 10 ottobre
•    «Panorama delle Arti», nn. 5-6, Antologia Arte Grafica Italiana Contemporanea, Roma, novembre-dicembre (due tavole in b/n)
•    I colori del Perugino, «L’Espresso», n. 15, Roma
•    T. Amodei, 50 Artisti per la Passione, De Luca, Roma, tavola XI, p. 38
•    E. Fezzi, Un arazzo di Brunori, «Il Popolo», Roma
•    Il Collezionista d’Arte Moderna, Edizioni Bolaffi, Torino, p. 23
    (1 riproduzione in b/n)
•    Catalogo della XXXI Biennale di Venezia (rifiutato invito)

1963
Continuano le apparizioni romane: prima alla Galleria Pogliani, dal 12 febbraio al 3 marzo, con presentazione di Marco Valsecchi, quindi alla Galleria Penelope.
Il catalogo dell’esposizione alla Galleria Penelope, nella quale vengono presentati disegni, tempere e un arazzo, annovera ancora una volta un saggio di Marcello Venturoli e una presentazione di Nello Ponente, che traccia un bilancio dei progressi formali dell’artista negli anni più recenti:
Tutto questo rende chiaro che il percorso di Brunori, fin dai primissimi saggi, si è svolto nell’ambito di un contatto costante con la realtà, la quale però è stata variata in una dislocazione stilistica che ha mutato spazi e colori locali, che ha trasformato le originarie sensazioni per darcene altre, elaborate nell’arte, nel fare poetico. È una posizione che mantiene intatta, anche oggi, la sua validità, in quanto quell’elaborazione ha prodotto forme nuove, autonome e, di conseguenza, particolarmente espressive. Certo, negli anni che sono appena trascorsi, altre cose sono venute a sollecitare l’ambiente culturale in cui l’artista si muove, come del resto i nostri stessi interessi critici. Tutto quello che è accaduto e che va accadendo, dalle poetiche della pittura d’azione alle ultime proposte, in varie direzioni, per un superamento dell’informale, ha esercitato la sua influenza anche su chi, come Brunori, essendo già in possesso di un linguaggio ben preciso, è stato toccato solo marginalmente da quelle esperienze, e più nei mezzi che nella condizione.
Tuttavia, soprattutto nelle tempere e nei disegni che sono più immediati e quindi più facilmente leggibili, si scorge che quei sommovimenti fecondi hanno accentuato la bipolarità che fin dalle origini, e dalle origini figurative, ha caratterizzato il cammino dell’artista. Appare evidente cioè che Brunori si è sempre mosso tra una volontà di modificare la forma, di estenderla, di intensificarla cromaticamente, con un’apertura all’infinito di tipo espressionistico, ed una determinazione di ordine di struttura meditata, se pure non progettuale.
A Milano intanto le Edizioni del Milione pubblicano un’altra monografia su Brunori annunciata su «Il Milione. Bollettino della Galleria del Milione», n. 94, e firmata dalla figlia dello scrittore Thomas Mann: Elisabeth Mann Borgese.
Nel testo si puntualizza la natura bi-univoca del rapporto artista-natura nell’opera brunoriana, dicendo:
Arte non oggettiva è forse la definizione che meglio si addice al Brunori. Infatti «oggettiva» la sua arte non lo è certamente. Per Brunori, un quadro è per così dire una «membrana» attraverso la quale ha luogo una totale osmosi fra l’oggetto e il soggetto, fra la natura e l’artista. In tal guisa la pittura trasforma la realtà, permeandola di ogni aspetto della personalità del pittore. Essa trasforma altresì l’artista, infondendo in lui ogni nuovo elemento della natura che lo circonda. Il rapporto deve essere completo, spiega Brunori. Per questo gli occorre tanto tempo per creare un quadro. Per questo le sue opere sono così ricche di contenuto …

Intervistato dalla rivista «Viaggio in Italia», Brunori afferma che la sua produzione è stata a torto considerata per un certo periodo percorsa da una vena barocca ascrivibile ad ascendenti romani, rivendicando per contro le proprie radici umbre:
Un’inesattezza che io stesso ho favorito ripetendo d’essere rinato nel ’49, quando mi sono definitivamente trapiantato a Roma. Però quanto di barocco alita dal mio lavoro, a mio avviso, ha diversa origine e spiegazione. Forse sarebbe meglio parlare di malinconia del senso solare della vita che tutt’ora germina nelle viscere dell’animo umbro.
Gli viene allestita una personale nella Galleria Bettie Thommen a Basilea, dal 22 maggio al 23 giugno, con testo in catalogo di Marco Valsecchi, per iniziativa di alcuni collezionisti svizzeri che ne avevano apprezzato l’opera alla Galleria del Milione a Milano.
Questa mostra consolida il rapporto con il collezionismo svizzero che da dieci anni mostra grande interesse alle opere di Brunori e procura numerose entusiastiche recensioni.
Nello stesso periodo Marcello Venturoli presenta il catalogo della personale alla Galleria La Polena a Genova sempre in maggio che gli procura varie recensioni: Nicola Ghiglione, sul «Notiziario della Galleria La Polena», n. 5; Germano Beringieri su «Il Lavoro Nuovo», Brunori, Genova, maggio; Nalda Mura su il «Corriere del Pomeriggio», Brunori e Donizzetti, due stili, due epoche, Genova, 15 maggio; E. B. «Il Secolo XIX», Enzo Brunori alla Polena, Genova, 25 maggio; G. Migone, «Il Nuovo Cittadino», Enzo Brunori alla Polena, Genova, 21 maggio; A. Ronco, «Corriere Mercantile», Poesia Naturalistica di Brunori, Genova, 23 maggio.

Partecipa a:
•    Roma, Galleria Pogliani, Brunori, testo di M. Valsecchi, 12 febbraio-3 marzo
•    Roma, Galleria Penelope, Brunori, testi di M. Venturoli e N. Ponente,
    7-25 marzo
•    Roma, IV Rassegna delle Arti di Roma e del Lazio, marzo-maggio,
    pp. 24-37 (1 tavola in b/n) (III premio)
•    Genova, Galleria La Polena, Brunori, testo di M. Venturoli, maggio
•    Basilea, Galleria Bettie Thommen, Brunori, testo M. Valsecchi,
    6 giugno-6 luglio
•    Melbourne, Georges Art Gallery, Sidney, David Jones Art Gallery, Perth, Akinner Art Gallery, Brisbane, Finney Isles Art Gallery, Adelaide, Bonython Art Gallery, Mildura, City Art Gallery, tour della mostra itinerante Contemporary Italian Painting
•    Ankara e Beirut, Mostra della Stampa dell’Associazione Amatori d’Arte
•    Macerata, I Biennale Internazionale di Pittura, Arte 30 giorni (coppa d’argento ENAL)
•    Bari, I Biennale Nazionale d’Arte Contemporanea, ottobre
•    Bologna, Galleria de Foscherari, Mostra Italiana e Straniera del Piccolo Formato
•    Capo d’Orlando, Premio Capo d’Orlando (medaglia d’argento)
•    Firenze, Galleria Quadrante, Mostra collettiva di Opere Grafiche
•    Ivrea, Centro Culturale Olivetti, Disegni Italiani Moderni
•    La Spezia, Premio «Golfo La Spezia»
•    Roma, Galleria Penelope, Per la libertà della Spagna
•    Salerno, Galleria L’incontro, Motivi vecchi e nuovi d’arte Contemporanea-Antologia di Disegni e Incisioni
•    Roma, Galleria Pogliani (arazzo eseguito da Niki Berlinguer su cartone di Brunori)
•    Civitavecchia, Istituto Professionale Bacchelli (2 pannelli di mq 22)
•    Bologna, Cappella del Nuovo Ospedale (1 vetrata di mq 5)
•    Collodi, Sala Inferiore del «Gambero Rosso» (1 decorazione murale mq 1,20) (alcune decorazioni in collaborazione con il pittore E. Rossi)
•    Roma, Ostello della Gioventù (1 mosaico dal titolo, Gioia di vivere, di mq 2,75)

Recensioni e altra bibliografia:
•    F. Bellonzi, Enzo Brunori, «Arte 30 Giorni», n. 1, gennaio (1 tavola b/n)
•    M. Valsecchi, Brunori, «Panorama delle Arti», Roma, gennaio-febbraio, pp. 10-17 (1 tavola a colori, 11 in b/n)
•    V. Guzzi, Brunori alla Pogliani, «Il Tempo», Roma, 22 febbraio
•    M. Volpi, Enzo Brunori, «L’Avanti», Roma, 24 febbraio
•    V. Apuleo, Brunori alla Pogliani, «La Voce Repubblicana», Roma,
    27 febbraio
•    A. Querel, Enzo Brunori, «This Week in Rome», Roma, 1-7 marzo
•    Le mostre, «Il Punto», Roma, 3 marzo
•    F. Miele, «La Giustizia», Roma, 5 marzo
•    M. Volpi, Brunori, «L’Avanti», Roma, 8 marzo
•    Brunori espone alla Penelope, «I.C.S. Agenzia d’Informazioni», Roma, 11 marzo
•    V. Apuleo, Brunori alla Penelope, «La Voce Repubblicana», Roma,
    16-17 marzo
•    E. Lavagnino, «Il Messaggero», Roma, 20 marzo 1963
•    C. Giacomozzi, Lietezza del colore, «Vita», n. 205, Roma, 21 marzo
•    S. Orienti, «Il Popolo», Roma, 22 marzo
•    M. Micacchi, Brunori, «L’ Unità”, Roma, 23 marzo
•    C. Orefice, «La Fiera Letteraria», Roma, 24 marzo
•    «Crisi e letteratura», Roma, aprile (1 riproduzione in b/n)
•    N. Ghiglione, «Notiziario della Galleria La Polena», n. 5, Genova, maggio
•    G. Beringlieri, Brunori, «Il Lavoro Nuovo», Genova, maggio
•    N. Mura, Brunori e Donizzetti, due stili, due epoche, «Corriere del Pomeriggio», Genova, 15 maggio
•    G. Migone, Enzo Brunori alla Polena, «Il Nuovo Cittadino», Genova,
    21 maggio
•    A. Ronco, Poesia naturalistica di Brunori, «Corriere Mercantile», Genova, 23 maggio
•    E. B., Enzo Brunori alla Polena, «Il Secolo XIX», Genova, 25 maggio
•    E. Mann Borgese, Brunori, Monografia per la collana Giovane Pittura Italiana diretta da M. Valsecchi, (doppia edizione italiana e inglese) Edizioni del Milione, Milano, giugno (13 tavole a colori)
•    M. M., Brunori, «Basler Nachrichten», Basel, 18 giugno
•    G. Marussi, Testimonianze dagli atti VII-X-XI Convegno Internazionale Artisti, Critici, Studiosi d’Arte, Istituto Editoriale Brera - Pittori e valori contemporanei, Milano, dicembre, pp. 42-107
•    «D’Ars Agency», n. 5, p. 16, Milano
•    W. B., Enzo Brunori, «National Zeitung», Basel
•    Anne Marie Thormann, Wandteppiche im Waadtland, Losanna

 

1964
Il critico Guido Ballo nel volume La linea dell’arte in Italia, pubblicato dalle Edizioni Mediterranee di Roma, ripercorre le tappe dello svolgimento pittorico della ricerca di Brunori negli ultimi anni.
In marzo Brunori è ancora in viaggio, in una spedizione in Land Rover organizzata dalla scrittrice Elisabeth Mann Borgese che, passando per Jugoslavia, Turchia, Iraq e Iran, lo porta fino in India. Qui in qualità di membro dell’italiano Comitato Nazionale per le Arti Plastiche, non può astenersi dal condannare sulle pagine del quotidiano «The Mail» del 16 marzo, l’insensato restauro di alcune statue a cui assiste durante una sosta a Madras (v. anche «The Indian Express», Madras, Delhi, 14 marzo). Da questo viaggio Brunori porta con sè una rinnovata tavolozza che si esprime in particolare nei due dipinti Nirvana e L’uomo di Al Bandin.
Al rientro riceverà la medaglia d’oro, conferitagli dal Senato della Repubblica, nell’ambito del Premio Nazionale «Golfo La Spezia».

Partecipa a:
•    Firenze, Palazzo Strozzi, II Mostra Mercato Nazionale d’Arte Contemporanea, maggio
•    Skopje, Belgrado, Zagabria, Vajont - Skopje, luglio-agosto
•    Orvieto, Artisti Umbri, Premio Città di Orvieto (I° premio), settembre
•    Tunisi, Le Petit Tableau in Tunisie, settembre
•    Milano, Galleria del Milione, Omaggio a Gino Ghiringhelli, ottobre
•    Modena, Galleria La Saletta, Antologia di Disegni e Incisioni, ottobre
•    Milano, Palazzo Reale, Premio Ramazzotti (I° ex-equo)
•    Ankara, Beirut, Damasco, Teheran, Peintures Italiennes d’aujourd’hui
•    Montecarlo, Gran Premio Internazionale d’Arte Contemporanea
•    Palermo, Galleria della Biennale, L’Arte contro la Mafia
•    Roma, Galleria Penelope, Artisti Italiani per la Città di Skopje
•    Macerata, III Premio Scipione, Mostra di Grafica Internazionale
•    Rotterdam, Eindhoven, Mario Sironi e otto pittori italiani
•    Milano, La Bibbia, Premio Nazionale Fratelli Fabbri

Recensioni e altra bibliografia:
•    M. Venturoli, Il Premio Orvieto, «Le Ore», Milano, 1 ottobre
•    G. Ballo, La linea dell’arte italiana, Edizioni Mediterranee, Roma


1965
È nominato Direttore dell’Istituto d’arte di Civitavecchia. A quest’epoca risale la serie intitolata Omaggio a Mafai, amico ed esponente di quella Scuola Romana, che aveva lasciato tracce durature del suo trasognato tonalismo nell’arte del pittore umbro sin dagli anni giovanili, come si evince da prove eloquenti come il dipinto intitolato Sulla via di Sibi.
La Galleria d’Arte Moderna di Brescia acquista Lampare a mare, che include nel rinnovato percorso espositivo descritto da S. Panazza nel catalogo Nuova pittura e scultura alla Galleria d’Arte Moderna dedicato alla Biennale di Brescia e pubblicato il 10 febbraio.
Si fa più assidua e impegnata l’attività di sindacalista iniziata alcuni anni prima. L’artista si batte anche per applicare correttamente il provvedimento governativo per l’Arte negli Edifici Pubblici, noto come legge del 2%, regolatore dei rapporti operativi tra architetti ed artisti e foriero di pesanti penalizzazioni per questi ultimi, selezionati con criteri discriminatori. Brunori si batte con rigore e riesce a far vincere importanti commissioni ad artisti giovani o poco appoggiati politicamente come Carlo Zauli e Dino Basaldella.
In maggio, in parallelo con la VI Biennale dell’Incisione Italiana Contemporanea ospitata nelle sale dell’Opera Bevilacqua La Masa, a Venezia, Brunori è chiamato ad esporre con una piccola personale assieme a Treccani e Romiti. Maurizio Fagiolo su «L’Avanti» del 23 novembre descrive la congerie indiscriminata di tendenze proposta dalla IX Quadriennale romana definendola un folle girone dantesco. Manca all’appello Brunori assieme ad alcuni dei compagni di sempre:
Si sente la mancanza di molti; prima di tutti, i non invitati, come Castellani, Santoro, Sanfilippo, Pistoletto, Tacchi, Mondino; poi gli artisti che hanno rifiutato di mandare: Burri, Colla, Novelli, Schifano, Del Pezzo, Brunori, Romiti, Adami e Baj.
Nondimeno, Brunori sa ancora entusiasmare l’interiorità e il giudizio di pubblico e critici, come documenta un recensore del Premio d’Arte Michetti di Francavilla al Mare:
Un pittore che ha esposto un quadro di grande interesse è Enzo Brunori. Muore il giorno è una tela veramente intensa e drammatica che esprime attraverso una magica catarsi cromatica una vivida presenza umana; il colore si fa ora elegia, ora canto solitario, ora postulazione dell’essere, ora corale religiosità.
Alcune sue opere figurano già nei musei di Colonia, Goteborg, Tel Aviv e al Museo d’Arte Moderna di Parigi, nonché in molte collezioni private italiane ed estere.
Esegue una fontana in marmo pregiato ed un mosaico in pietra di 36 mq dal titolo Metamorfosi, oltre ad una vetrata, nella villa di Massimo Severo Giannini a Roma.

Partecipa a:
•    Venezia, VI Biennale dell’Incisione Italiana Contemporanea, maggio
•    La Spezia, Premio «Golfo La Spezia», luglio (Medaglia d’oro del Senato della Repubblica)
•    San Marino, V Biennale della Repubblica di S. Marino
•    Tokyo, Biennale
•    Lucca, Premio Città di Lucca
•    Roma, Galleria Il Carpine, Astrattisti 1950-60
•    Venezia, Opera Bevilacqua La Masa, Brunori, Treccani, Romiti
•    Francavilla al Mare, Premio Michetti

Recensioni e altra bibliografia:
•    L. Lambertini, La biennale a Venezia dell’Incisione Contemporanea, «L’Avvenire d’Italia», Bologna, 26 maggio
•    L. Lambertini, Tre ex equo a La Spezia, «L’Avvenire d’Italia», Bologna, 23 luglio
•    L. Lambertini, Il Premio La Spezia, «Le Arti», Milano, settembre
•    G. Marussi, La Biennale di S. Marino, «Le Arti», n. 9, Milano, settembre
•    G. Gatt, Contemporaires in Italy, «Pictures on exhibit», New York
•    P. Verlet, M. Florissone, A. Hoffeneirter, I. Tabarchi, La bibliothèque des Arts, La Tapisserie Contemporaine, Paris

1966
Le personali si succedono: alla Galleria Rosati ad Ascoli Piceno (22 gennaio-13 febbraio), alla Galleria Medea di Cortina D’Ampezzo, alla Galleria «23», a Sassari (18 giugno-28 giugno) e alla Galleria del Milione, a Milano.
In quest’ultima è Giuseppe Gatt a presentarlo in catalogo delineando con grande acutezza, critica e psicologica, il nucleo dell’itinerario brunoriano in questo momento. Egli scrive:
... l’atteggiamento profondamente problematico di Brunori di fronte all’immagine naturale: immagine che recepisce e attacca dall’interno, come puro riflesso sensorio, e che poi si ribalta su una fantasia raziocinante estremamente sveglia e discernente che, appena toccata e mossa, subito opera secondo modi selezionati e solidi sfociando in forme disponibili alle più complesse letture.
Marco Valsecchi, dopo aver scritto il testo per la mostra alla Galleria Medea, successivamente, alla fine dell’anno, pubblica un saggio in cui approfondisce l’analisi del lavoro di Brunori sulla rivista «Letteratura», n. 84, e così riferisce riguardo la produzione più recente dell’artista:
Negli ultimi lavori Brunori ha raggiunto una maturità che, lontano dall’essere frutto di una improvvisazione, è calma e distesa. Il colore, purificato dalla carica emotiva è liberamente impiegato a creare l’immagine pittorica, è ancora e sempre legato alle cose di questo mondo, che non cessano mai di aver presa sull’uomo, cioè la terra, gli alberi, i fuochi notturni, le densità luminose dell’aria. La verità del sentimento, enunciata in maniera contenuta e allo stesso tempo con accenti che conoscono la dolcezza di un canto, costituisce la linfa dell’invenzione … Brunori ebbe in sé la capacità di avvertire la natura come un’immagine interiore e quindi di filtrare nel linguaggio pittorico l’onda emotiva, toccando così il nodo più ricco e autentico di una complessità creativa. Ricordiamo infatti l’intensità dei suoi dipinti verso il 1960-’63, così vivi appunto sul versante emotivo riflesso da un colore denso di accensioni soffocate e di forti ombrosità violacee. Brunori avrebbe potuto appagarsi di questi risultati, tra i più alti della sua generazione. Ma con nuovo impegno e proprio per non idoleggiare un motivo di lavoro, ha voluto approfondire il suo discorso e con coerenza addentrandosi nel confuso sentimento elegiaco ha raggiunto la zona più frusciante di questa simbiosi culturale ed emotiva, con un processo che ha saputo sempre verificare più a fondo nella coscienza intellettuale la consistenza empirica di questa natura e il grado di trasformazione lirica delle sue immagini. È il punto più intenso cui è giunto con gli ultimi dipinti, chiari di una luce cromatica tanto più tesa e risplendente quanto meno l’ha lasciata abbandonarsi all’incanto contemplativo o al groviglio informale: un’opera di chiarezza razionale nella densità intricata e cangiante del sentimento.
Partecipa a:
•    Ascoli Piceno, Galleria Rosati, Enzo Brunori, testi di M. Venturoli e
    C. Melloni, 22 gennaio-13 febbraio
•    Milano, Galleria del Milione, testo di G. Gatt, maggio
•    Sassari, Galleria 23, Enzo Brunori, 18 giugno
•    Cortina d’Ampezzo, Galleria Medea, testo di M. Valsecchi, 23 luglio
•    Alatri, Premio Alatri
•    Cortina d’Ampezzo, Asta per la fame in India al Circolo Artistico
•    Gallarate, Galleria Civica di Arte Moderna, VIII Premio Nazionale Città di Gallarate (III premio)
•    Pisa, Galleria La Molla, Rassegna Grafica, 32 Maestri Contemporanei
•    Roma, Galleria Piazza di Spagna, Brunori-Gombacci-Music-Winter-Rust
•    Roma, Galleria Il Cerchio, Firme e appunti per un Nuovo Mercato Europeo
•    San Giovanni Valdarno, Galleria Il Ponte, I Premio Nazionale per l’Incisione (Medaglia d’oro del Comune di Fiesole)

Recensioni e altra bibliografia:
•    E. M., Personale di Brunori, «Il Messaggero», Roma, 27 gennaio
•    L. Marucci, Poetiche visioni dell’umbro Brunori, alla Galleria Rosati,
    «Il Resto del Carlino», Bologna, 3 febbraio
•    M. Valsecchi, Brunori nuovo al Milione, «Il Giorno», Milano, 13 maggio
•    M. Lepore, Brunori al Milione, «Corriere d’Informazione», 20 maggio
•    A. N., Brunori, «L’Unità”, Milano, 22 maggio
•    G. Marussi, «Le Arti», n. 6, Milano, giugno (riproduzione a colori)
•    G. Gatt, Naturalismo in Brunori, «La Nuova Sardegna», Sassari,
    23 giugno
•    M. Valsecchi, «Tempo Illustrato», n. 39, Milano, 28 settembre
•    M. Venturoli, Il viaggiatore in arte, Rizzoli, pp. 151, 242, 253, 255
•    Il Collezionista, Bolaffi Editore, Torino, pp. 23, 32, 34, 46, 50, 405, 473, 486, 493, 495, 499, 502, 505, 521, 529
•    F. Ulivi, Ottocentisti minori, Adriatica Bari (esegue la copertina)
•    M. Valsecchi, Enzo Brunori, «Letteratura», n. 84, Roma, novembre-dicembre

1967
L’impegno di Brunori è rivolto ad una proposta di legge per il nuovo statuto della Biennale di Venezia, che viene presentata alla Camera dei Deputati al fine di affrancarne la gestione da ingerenze politiche e restituirle dignità di Ente Autonomo. Brunori, impegnato politicamente con i socialisti lombardiani, amico di Giolitti, Pertini e di costituzionalisti come Massimo Severo Giannini, si distingue nel dibattito per chiarezza e lucidità, non scevre da una punta di amarezza. Quella di Brunori, nel frattempo nominato Cosegretario generale della Federazione Artisti della CGIL, è una presa di posizione rigorosa, come sempre:
Un indice di nuova sensibilità per i problemi dell’arte che induce a fiduciosa attesa, ed in pari tempo ad un solidale impegno affinché, il progetto non subisca, nell’iter di ratifica, ritardi e manipolazioni che ne oscurino e riducano il contenuto e la forma del suo originale apporto. Che nei ristretti limiti di una dichiarazione non è dato di apprezzare se non nelle sue linee generali di prospettata «autonomia di direzione e di gestione», tema per cui ci siamo tanto a lungo ed inutilmente battuti al fine di sottrarre l’Ente veneziano alla sua tradizionale soggezione all’apparato burocratico ed al libero arbitrio di eclettici dottori della storia.
A Spoleto intanto si registra il successo di critica ottenuto dalla collettiva, Pittori Umbri, allestita presso la Galleria Plinio il Giovane con l’immancabile contributo di Brunori sempre attento ad approfondire i legami culturali con la sua terra.
L’anno si chiude, con una personale alla Galleria Il Fondaco, a Messina, con testo in catalogo di Alvise Querel (17-31 dicembre).
Partecipa a:
•    Messina, Galleria Il Fondaco, testo di A. Querel, 17-31 dicembre
•    Spoleto, Galleria Plinio il Giovane, Pittori Umbri
•    Certaldo, Palazzo Pretorio, Omaggio degli artisti contemporanei a Giovanni Boccaccio (16 tavole a colori per il libro Elegia di Madonna Fiammetta di Boccaccio, Edizioni Curcio)
•    Faenza, Palazzo delle Esposizioni, II Biennale Arte Grafica Contemporanea
•    Firenze, Palazzo Vecchio, Gli artisti per Firenze
•    Piana degli Albanesi, Palazzo Comunale, Omaggio ai caduti di Portella
•    Roma, Galleria Feltrinelli, Asta Paolo Rossi
•    Urbino, Rassegna dell’Istruzione Artistica (2 acqueforti)

Recensioni e altra bibliografia:
•    M. Sansone, Brunori, in Letteratura e Interpretazione, De Luca Editore, Roma (1 acquaforte)
•    M. Venturoli, «Espresso colore», n. 10, Roma, 11 giugno
•    «L’Avanti», Roma, 4 luglio
•    «Mete», n. 10, novembre
•    «Il Messaggero», Roma, 29 e 30 novembre
•    La mostra dei pittori umbri, «La Nazione», Firenze, 2 dicembre
•    «La Nazione», Firenze, 5, 7 e 12 dicembre
•    Spoleto ospita la pittura, «Il Popolo», Roma, 10 dicembre
•    Una nuova galleria, «Il Tempo», Roma, 16 dicembre
•    Personale di Brunori, «Tribuna del Mezzogiorno», 17 dicembre
•    M. Sansone, «A sera» di Ugo Foscolo, De Luca Editore, Roma
    (1 acquaforte a 2 colori)

 

1968
L’artista è a Torino in ottobre per partecipare con l’opera Flora dolomitica alla mostra I Pittori italiani dell’Associazione Internazionale Arti Plastiche dell’Unesco, che occupa gli ambienti della Galleria civica d’arte moderna. Scopo del Comitato nazionale italiano, che si avvale della presidenza di Enrico Paulucci, è provvedere a un punto di raccordo nella ricerca delle soluzioni ai problemi di cultura e professionali comuni a tutti gli artisti, indipendentemente dal colore della pelle, dalla latitudine geografica in cui si trovano a operare o dal loro credo estetico.
Alla XXXIV Edizione della Biennale di Venezia intanto si avvertono i soliti banali, miopi rivolgimenti: gli inviti vengono ridimensionati così da bilanciare le presenze degli artisti italiani con quelle degli stranieri e sulla rosa delle convocazioni, puntuale il commento sarcastico di Brunori che, pur non partecipando per scelta, scrive su «L’Avanti» l’articolo Pro e contro la XXXIV Biennale del 13 gennaio:
La XXXIV Biennale, finalmente, riconvalida i nuovi Maestri, e cioè quelli che, con puntualità, ci ha propinati nelle ultime tre o quattro edizioni della rassegna veneziana. All’inizio si pensò ad un eccesso di generosità dell’ente; poi, questa proterva riproposizione ci ha permesso di capire, inequivocabilmente, che solo questi sono i depositari dello «spirito dell’epoca», che è questa la Grande Strada. Così sia! Con Swinburne cantiamo: Da troppa fede nella vita, dalla speranza liberati e dal timore … Non credo l’episodio meriti diverso commento, essendo, come è, prova della definitiva corruzione di un organismo il cui decadimento, da tempo, era da tutti avvertito.
Ribadisce poi con l’articolo La protesta della cultura italiana, il 16 marzo, con un’illustrazione in prima pagina, il 1° maggio e con Il mondo della cultura per il socialismo, il 12 maggio.
Nell’intervista rilasciata da Brunori a Franco Simongini e divulgata da «L’Avanti» in febbraio, con il titolo Colore, canto, gioia di vivere nei quadri di Enzo Brunori appare la figura di Narciso che diviene alter-ego del pittore e paradigma della sua arte:
Me lo ritrovai lì, nello studio invaso di quadri, tele incompiute, con il maglione nero, le scarpe di camoscio marrone, i calzoni di velluto crema, a coste grosse. Un pittore che termina la esecuzione di un grande quadro, Narciso, il personaggio che si specchia, che non ha paura di ritrovarsi uomo, ha coraggio di vedersi, scrutarsi nel fondo della sua scelleratissima anima di uomo del nostro tempo. Un Narciso frantumato, un corpo esploso nel cielo di una primavera precoce, una scomposizione di volumi che si ricompongono in un’armonia docile, equilibratissima. L’astratto è un lieve ondulare del colore, un indugiare del pennello in una cavalcata di stesure e la figura umana, lentamente, dalla pigrizia, dalla noia, dalla distruzione, emerge sempre più netta, più incoraggiante, con la dirompente violenza delle cose giuste, esatte, fatali, la figura umana è ricostruita come realtà poetica.
È l’anno dei dibattiti: l’inaugurazione del nuovo assetto espositivo conferito alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna a Roma accende gli animi di artisti e critici a causa della servile osservanza al gusto cosiddetto ufficiale. Nel corso della manifestazione inaugurale Dorazio tenta di riprendersi le opere prestate al museo. Brunori è, come sempre, in prima linea:
Il mio rifiuto nei confronti della Galleria d’arte moderna è totale e investe in primo luogo istituzionalmente l’autoritarismo del Soprintendente. Non discuto naturalmente la persona, ma contesto la struttura dell’istituto. Secondo me i limiti della Galleria nazionale sono da ricercarsi quasi esclusivamente nell’ampiezza di poteri conferiti a chi la dirige.
Nell’estate vince, a pari merito con Antonietta Raphäel, il Premio Villa San Giovanni per la pittura con la tela Terra agra.
Due mostre personali: alla Galleria Spezia ‘66, con testo in catalogo di Vittorio Sopracase e alla Galleria Il Pilastro di Milano arricchiscono il suo curriculum.

Partecipa a:
•    Praga, Galleria Manes, Artisti Italiani, aprile-maggio
•    San Martino di Lupari, Premio Bettenon, maggio (I° premio)
•    Genova, Galleria Carlevaro, Brunori-Chighine-Fasce-Romiti, giugno
•    Pescasseroli, Mostra Nazionale di Pittura, Omaggio a Benedetto Croce, agosto (Medaglia d’oro)
•    La Spezia, Galleria Spezia ‘66, Enzo Brunori, testo di V. Sopracase, settembre
•    Torino, Galleria Civica d’Arte moderna, I Pittori italiani, ottobre
•    Milano, Castello Sforzesco, Premio Grazia, dicembre
•    Milano, Galleria Il Pilastro, Enzo Brunori, 11-30 dicembre
•    San Giovanni Valdarno, Galleria Il Ponte, VII Premio Nazionale d’Incisione
•    Federazione Nazionale Artisti (1 acquaforte per una cartella)
•    Villa San Giovanni, Premio Villa San Giovanni

Recensioni e altra bibliografia:
•    S. Di Giacomo, La Pittura di Brunori, «La Tribuna del Mezzogiorno»,
    12 gennaio
•    L. Carluccio, Slanci e pentimenti dei moderni, «Gazzetta del Popolo», Torino, 1 febbraio
•    M. Valsecchi, Hanno salvato l’aria di casa aprendo le finestre sul mondo, «Il Giorno», Milano, 2 febbraio
•    F. Simongini, Colore, canto, gioia di vivere nei quadri di Enzo Brunori, «L’Avanti», Roma, 27 febbraio
•    Brunori, «L’Approdo», Settimanale di Lettere e Arti della Televisione Italiana, Roma, 6 marzo
•    G. Gironda, A Villa San Giovanni i premi per la letteratura e pittura, «Il Messaggero», Roma, 22 luglio
•    G. Calabrò, I premi Villa S. Giovanni - Senza chiasso e senza polemiche, «Tribuna del Mezzogiorno», 22 luglio
•    E. De Luca, «Gazzetta del Sud», 22 luglio
•    Berenice, Un premio letterario sul fondale dello stretto, «Paese Sera», Roma, 23 luglio
•    Riproduzione del quadro Terra Agra, «L’Unità”, Roma, 26 luglio
    (I° premio Villa S. Giovanni)
•    V. Guzzi, Enzo Brunori e Antonietta Raphäel vincitori per la pittura a Villa San Giovanni, «Il Tempo», Roma, 29 luglio
•    M. Valsecchi, Anche il meridione abbia fiducia negli artisti, «Il Tempo Illustrato», n. 32, Milano, 6 agosto
•    M. P. Luchini, La vasta opera di Enzo Brunori, «La Stagione», n. 3, Edizioni Maccari, Parma, settembre-ottobre
•    G. Polo, L’ Officina del Pittore, Edizioni La Nuova Italia, Firenze


1969
Torna ad esporre alla Galleria del Milione in ottobre, con testo in catalogo di Cesare Vivaldi.
Valsecchi recensisce l’evento su «Il Giorno» del 5 novembre facendo leva sulla coerenza che contraddistingue lo spazio mentale e creativo in cui si muove l’artista:
C’è una coerenza che rischia e anzi finisce per bloccare il lavoro di un’artista: ed è la coerenza a teorie, a pregiudizi o alle immagini che hanno procurato a un certo momento consensi e successo. C’è un’altra coerenza più interna, che anziché rivolgersi ai modi di una immagine o di una corrente rispetta i caratteri fondamentali di una personalità o di una cultura; e questa porta ad arricchire il lavoro di un artista non temendo gli sviluppi delle idee e delle immagini. Questa seconda coerenza attiva è ora confermata dai dipinti che Enzo Brunori espone alla galleria del Milione. Brunori che è perugino di nascita e vive a Roma, si fece conoscere a Milano circa un decennio fa, con una mostra caldeggiata da Lionello Venturi.   Se i termini ideali sono ancora appartenenti a quella esperienza, l’evoluzione si nota nella maturità delle immagini e nella finezza della realizzazione pittorica. Non è solo questione di affinamento tecnico, ma di accrescimento di spessore pittorico e poetico.
Il mese successivo è invece presente alla Nuova Loggia di Bologna. Come a Milano, il catalogo è a cura di Cesare Vivaldi, che contemporaneamente lavora a un’ampia monografia dedicata all’artista che, in parallelo, porta avanti la sua entusiasta attività di docente, sindacalista e conferenziere. Invitato ad intervenire sull’arte contemporanea presso la galleria Il Tetto, Brunori passa in rassegna la figura dell’artista e scrittore Carlo Levi alla fine propugnando la necessità di una libera circolazione del prodotto artistico e di un ruolo sociale finalmente riconosciuto all’artista.

Partecipa a:
•    Roma, Galleria Il Cerchio, Grafica ‘69, gennaio
•    Milano, Galleria Il Pilastro, Selezione n. 4, marzo-aprile
•    Firenze, Galleria Numero, Situazioni, maggio-giugno
•    Melzo, Palazzo Trivulzio, Rassegna di Pittura Contemporanea, luglio
•    Villa San Giovanni, Circolo Cenide, Premio Villa S. Giovanni, luglio
•    Milano, Galleria del Milione, Enzo Brunori, testo di C. Vivaldi, ottobre
•    Bologna, Galleria La Nuova Loggia, testo di C. Vivaldi, 27 novembre
Recensioni:
•    Lui che è?, Editrice Torinese, Torino
•    Vice, Vivo successo della mostra del Golfo, «Il Lavoro», Genova,
    19 agosto
•    R. De Grada, Brunori, «Le sette arti» rubrica radiofonica, 26 ottobre
•    C. Vivaldi, La coerenza di Brunori, «L’Avanti», Roma, 30 ottobre
•    M. Valsecchi, La coerenza non li ha bloccati, «Il Giorno», Milano,
    5 novembre
•    M. Lepore, «Corriere d’Informazione», Milano, 5 novembre
•    «L’Europeo», n. 45, Milano, 6 novembre
•    G. Mascherpa, Un racconto a bassa voce, il difficile equilibrio della pittura di Brunori, «Avvenire d’Italia», Bologna, 8 novembre
•    E. Cassa Salvi, «Il Giornale di Brescia», Brescia, 13 novembre
•    M. De Micheli, La pittura di Brunori, «L’Unità”, Milano, 16 novembre
•    G. Ruggeri, Brunori, «Il Resto del Carlino», Bologna, 28 dicembre
•    G. Gatt, A. Pace, F. Simongini, Enzo Brunori, «A L 2», n. 3, Roma
•    D. Cara, La comunicazione emotiva, «Laboratorio delle arti», Milano

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