Percorso Biografico e Critico 1970-1979

A cura di Attilio Zammarchi 

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1970
Durante la stagione estiva Ponente organizza ad Avezzano una esposizione riassuntiva della vicenda del Movimento degli Astratto-Concreti 1950-1955, in cui Brunori figura accanto ad Afro, Birolli, Cassinari, Corpora, Morlotti, Santomaso, Scialoja, Scordia, Turcato e Vedova. È sempre il critico romano a riassumerne gli intenti formali:
E se si parla di enfasi a proposito di Birolli, ancor più se ne può parlare a proposito di Brunori, il più giovane degli artisti qui presenti, una enfasi che definirei come volontà di coinvolgere tutto e tutti nel suo momento pittorico, convinto com’è della felicità risolutrice della realtà che propone. È una pittura, la sua, che non ha mai potuto prescindere da uno scambio dialettico con la natura, anche essa accolta, assorbita in quell’enfasi amorevole, e pure controllata nella saggezza antica della struttura, nel rigore dell’ordine e del contrappunto delle composizioni luminose.
In settembre l’arte si unisce alla lotta politica e nelle sale della galleria Ciak a Roma, Brunori, Vedova, Capogrossi, Greco, Paulucci, Migneco aderiscono all’esposizione intitolata Per la Grecia libera, manifestazione di protesta contro la dittatura militare che assoggetta il popolo greco.
Due personali: alla Galleria Il Cavalletto di Molfetta ed alla Galleria Metastasio di Prato con testo in catalogo di Giuseppe Gatt.
Un’altra battaglia, l’ennesima, qualche mese prima Brunori, affiancato da Gentilini, Paulucci, Montanarini, Sassu, Martina, Porzano, Treccani, Mazzullo e Castelli, l’aveva condotta contro la Biennale veneziana, in questa circostanza facendo appello al Consiglio di Stato. Il ricorso presentato dai dieci artisti mirava a ottenere la sospensione del provvedimento con il quale si erano precedentemente nominati il Direttore e la Sottocommissione per le arti figurative della XXXV Edizione della manifestazione, onde invalidarne le decisioni e i criteri emanati.
Ma, il ricorso venne respinto e come Brunori confiderà diversi anni più tardi a Maurizio Fagiolo:
... col potere non si scherza.
Partecipa a:
•    Faenza, III Biennale d’Arte Grafica Contemporanea, maggio
•    Prato, Galleria Metastasio, Brunori, testo di G. Gatt, giugno
•    S. Terenzo, Casa Shelley, Mostra d’Arte Contemporanea, luglio
•    Milano, Galleria del Milione, La raccolta Pomini, luglio-settembre
•    Roma, Galleria Ciak, Per la Grecia libera, settembre-ottobre
•    Avezzano, Palazzo Torlonia, Artisti Astratto-Concreti 1950-1955 a cura di N. Ponente, settembre-ottobre
•    Prato, Galleria Metastasio, Collettiva di grafica, ottobre
•    Molfetta, Galleria Il Cavalletto, Brunori, 20 dicembre
•    Catanzaro, Galleria il Rombo, Arte Contemporanea

Recensioni:
•    P. Passalacqua, Un artista, un uomo, «Paese Sera, Roma, 12 febbraio
•    Mostra di Brunori, «La Voce», 26 aprile
•    G. Ruggeri, La ragione pittorica di Brunori, «La Nazione», Firenze, 28 aprile
•    M. Valsecchi, Un mosaico di artisti dalla guerra ad oggi, «L’Arte Italiana nel mondo», 7 maggio
•    B. Finocchiaro, Artisti per la resistenza greca, «L’Avanti», Roma, 26 settembre
•    C. Scaringi, Una rassegna ad Avezzano sull’arte contemporanea, «L’Avanti», Roma, 29 settembre
•    D. Natoli, Il ghetto della critica d’arte, «L’Unità”, Milano, 30 settembre
•    S. Orienti, Due generazioni di artisti a confronto, «Il Popolo», Roma, 3 ottobre
•    «Critica e informazione», Avezzano, 10 ottobre
•    L. Trucchi, Arte per tutti, Roma, 16, 17 ottobre
•    S. Orienti, La rassegna di Avezzano, «NAC», n. 2, Milano, novembre
•    Brunori al cavalletto, «Opinioni» n. 7-8, Roma, dicembre


1971
Brunori continua nelle sue battaglie politiche e sindacali come esponente di spicco della cultura socialista di allora. È molto vicino a personaggi come Lombardi, Pertini e Giolitti. Nel suo lavoro si concentra sulla ricerca di un nuovo ritmo centripeto, verso l’interno, che si contrappone a quello centrifugo che aveva caratterizzato fino a quel momento il ritmo dei suoi quadri. Questo nuovo atteggiamento viene colto dal poeta e critico d’arte Cesare Vivaldi. Due personali vengono organizzate nell’anno entrambe con testi di Cesare Vivaldi in catalogo: in primavera alla galleria «D4» di Alessandria, diretta da Giuliano Luconi e, in autunno, alla galleria Il Gabbiano de La Spezia per iniziativa di Vittorio Sopracase.

Partecipa a:
•    Alessandria, Galleria D4, Brunori, testo di C. Vivaldi,
    27 marzo-18 aprile
•    Prato, Palazzo Pretorio, Incontro ’71: Afro, Breddo, Brunori, Cazzaniga, Dinetto, Morlotti, luglio-agosto
•    La Spezia, Galleria Il Gabbiano, Enzo Brunori, testo di C. Vivaldi,
    30 ottobre-24 novembre

Recensioni e altra bibliografia:
•    R. Vigna, «D’Ars», n. 53-54, Milano, febbraio-marzo
•    R. Biason, Così il colore diventa musica, «Oggi Illustrato», Milano, marzo
•    M. Venturoli, Una mostra di Brunori, «L’Avanti», Roma, 2 aprile
•    «Fiera Letteraria», Roma, 25 aprile
•    C. Giacomozzi, Enzo Brunori, «Fiera Letteraria», n. 12, Roma,
    2 maggio
•    N. G., Genova, «Il Secolo XIX», Genova, 6 agosto
•    V. Sopracase, «Il Telegrafo», La Spezia
•    I. Tomassoni, Arte dopo il 1945 in Italia, Edizioni Cappelli, Bologna


1972
Esce la monografia su Brunori di cui è autore Cesare Vivaldi per le Edizioni Michelangelo, di Roma, e vi si legge:
Essenziale sin dagli esordi, in Brunori la componente ritmica con la maturità si è sempre approfondita e irrobustita, sì da oggi configurarsi in un martellar di rime baciate, di accordi ripetuti, di scatti cromatici, accensioni e toni bassi e neutri, aperture e chiusure mirabilmente contrappuntate. In questo senso Brunori, pittore démodé per i superficiali visto che usa i tradizionali pennelli e colori a olio o a tempera, si colloca in una posizione d’avanguardia; naturalmente a suo modo, cioè da isolato e personalissimo artista, ha partecipato alle vicende dell’astratto-concreto e dell’informale … Ogni opera di Brunori si propone, oggi, per fare un paragone impertinente, come una sorta di trascrizione pittorica (in modo e in termini modernissimi) dell’Infinito leopardiano. Il vecchio idolo della natura è divenuto la siepe, lo schermo, il termine, una volta assodato il quale, è possibile lasciare liberamente adito all’immaginazione e quindi alla ricreazione di un universo interiore, più vasto dell’universo sensibile perché esso comprende e insieme trascende, spiega e sublima … Il canto di Brunori è sonoro non perché spiegato, gridato a piena voce, ma perché folto di echi, di voci interne che si rispondono e che rimandano l’una all’altra … Il Canto fermo dell’ultimo Brunori è un raggiungimento di assoluto rilievo nell’ambito della pittura italiana attuale, non solo di quella della generazione cui Brunori appartiene. È un risultato alto, e che per essere stato conseguito controcorrente, in opposizione alle mode dominanti, non potrà mai essere revocato in dubbio. Non saranno forse molti, oggi, a rendersi pieno conto dell’importanza e dell’autorità di un tale lavoro, ma sempre abbastanza per imporlo all’attenzione. E in un prossimo futuro sarà proprio con artisti come Brunori, con simili esempi di serietà e di probità, che si dovranno fare i conti.
L’autore poi ritrova nell’esempio offerto da Morandi un termine di confronto per l’atteggiamento maturato da Brunori nei confronti del soggetto:
A maturità raggiunta risolve ogni antinomia in una superiore sintesi. Ancora una volta si dovrà pensare, per trovare un esempio in qualche modo analogo, non tanto a Mafai e al tonalismo romano quanto a Morandi. Il Brunori di questi ultimi anni, autore di quadri essenziali, fruscianti in fitti partiti ritmici di pieghe come carte veline accartocciate dal vento, ha condotto a compimento, in solitudine, scavando sempre più a fondo in sé stesso, un’operazione culturale di tipo, nel miglior senso, morandiano. Poiché come Morandi ha rinunciato all’oggetto per darci il suo doppio, il suo equivalente mentale e sentimentale, Brunori ha rinunciato alla forma per darci, questa volta interamente, senza compromissioni di sensibilerie e di sentimentalismo, la sua struttura ritmica.
Continuando nella carriera didattica a Brunori viene assegnata la cattedra di Pittura all’Accademia delle Belle Arti de l’Aquila e, lo stesso anno, gli verrà dedicata un’importante mostra di grafica, che farà il punto sul lavoro di quindici anni, con testo in catalogo di Guido Giuffrè, alla galleria Il Nuovo Torcoliere di Roma e successivamente, alla galleria Mediterranea di Palermo con testo in catalogo di A. Pizzuto.

Partecipa a:
•    Alessandria, Galleria D4, Selezione di pittori contemporanei, marzo
•    Roma, Il Nuovo Torcoliere, Enzo Brunori, testo di G. Giuffrè, aprile
•    Bologna, Palazzo d’Accursio, Amnistia que trata de Espana, maggio
•    Roma, Galleria Alzaia, Gli artisti romani con la classe operaia, maggio
•    La Spezia, Galleria Il Gabbiano, giugno
•    Arezzo, Galleria Comunale d’Arte Contemporanea, Grafica Internazionale, giugno
•    Alessandria D’Egitto, IX Biennale d’Arte del Mediterraneo, luglio
•    Palermo, Galleria Mediterranea, testo di A. Pizzato, settembre
•    Torino, Cento Artisti per il Gruppo Abele, settembre
•    Roma, Galleria Zanini, Maestri contemporanei, ottobre
•    Palermo, Galleria Il Sileno, Grafica Internazionale, ottobre
•    Genova, Galleria Il Salotto, Brunori, Fasce, Romiti
Recensioni e altra bibliografia:
•    G. Servello, Enzo Brunori, «Giornale di Sicilia», Palermo, 1 aprile
•    M. Vescovo, Enzo Brunori di C. Vivaldi, «NAC», Milano, maggio
•    F. Simongini, Enzo Brunori, «Vita», Milano, 13 maggio
•    M. V., I vent’anni di Brunori, «L’Europeo», Milano, 15 giugno
•    G. Del Campo, Enzo Brunori, «Chevron Club», n. 3, 14 agosto
•    V. Sopracase, Enzo Brunori, «Il Telegrafo», La Spezia, 26 agosto
•    L. Marziano, Le scansioni ritmiche di Enzo Brunori, «Margutta», n. 6, Roma
•    G. Tedeschi, La sanità morale di Enzo Brunori, «Giornale di Calabria»
•    Brunori (alla voce), in Enciclopedia Universalis Michelangelo, voll. 4-18, Edizioni Michelangelo, Roma (riproduzione in copertina)


1973
Si accosta con rinnovato fervore alla pratica della ceramica, spintovi dall’amicizia con Carlo Zauli. I grès che ne derivano sono una trasposizione della cifra cromatica trascolorante, eppure generatrice di spazio, avviata nella seconda metà degli anni Sessanta, ma già presaga della scoperta delle Ninfee di Monet.
Espone alla Galleria Bergamini a Milano presentato da Marco Valsecchi e alla galleria «D4» di Luconi ad Alessandria, dove espone le opere degli ultimi quindici anni sollecitando questo scritto di Marisa Vescovo su «Il Piccolo» del 12 maggio 1973:
Le opere di Brunori, profondamente dentro un tempo bisognoso di ripensamenti, ci danno come risultanza complessiva la rassicurante sensazione che tutto ciò che viviamo diventa materia, e dunque la materia diventa memoria (Bergson), e quindi qualcosa di intimamente nostro che col tempo si stacca da noi per vivere di luce propria.
Partecipa a:
•    Venezia, Centro Interni, Grafica Quaderni n. 1, gennaio
•    Bologna, Museo Civico, Ravenna, Pinacoteca Comunale, Livorno, Centro Storico, Collettiva per il Cile con Matta, marzo-ottobre
•    Roma, Galleria Alzaia, Gli artisti con Haiti, un popolo in lotta per la libertà, maggio
•    Alessandria, Galleria D4, Enzo Brunori, 12 maggio
•    Prato, Premio Nazionale Città di Prato, giugno
•    Francavilla al mare, XXVII Mostra Internazionale di Pittura Michetti, Quattro maestri Italiani, agosto
•    Roma, Galerie Rive Gauche, Della Natura, settembre
•    Milano, Galleria Bergamini, Brunori, testo di M. Valsecchi, 27 ottobre
•    Roma, Palazzo delle Esposizioni, X Quadriennale d’Arte, novembre
•    Lecce, Centro Studi RIAM, Concorso Nazionale della Grafica (Medaglia d’oro)
•    Prato, Palazzo Pretorio, Giornate popolari di pittura e scultura italiana
•    Reggello, Castello di Sammezzano, Omaggio a Pablo Picasso
•    Ricerca 1973 (cura la copertina per l’invito al Convegno e un’acquaforte)
 
Recensioni:
•    E. di M., Venezia ieri oggi domani, «L’Avanti», Roma, 31 gennaio
•    G. Dalla Chiesa, Incisioni su e per Venezia, «L’Avanti», Roma,
    24 febbraio
•    M. Valsecchi, «Il Giorno», Milano, 8 febbraio
•    D. Micacchi, «L’Unità”, Roma, 8 febbraio
•    D. Morosini, «Paese Sera», Roma, 9 febbraio
•    V. Apuleo, La lirica astrazione della pittura di Brunori, «La Voce Repubblicana», Roma, 12-13 marzo
•    R. Broggini, Brunori a Tremona, «Risveglio», n. 4, Lugano, aprile
•    M. Vescovo, Brunori alla D4, «Il Piccolo», 12 maggio
•    C. Marsan, Enzo Brunori, «La Nazione», Firenze, 5 novembre
•    Vice, La mostra di Enzo Brunori, «Tempo Illustrato», Milano,
    11 novembre
•    G. Mascherpa, La riscoperta del perugino Brunori, «Avvenire d’Italia», Bologna, 14 novembre
•    V. Roncisvalle, Enzo Brunori, «Arte e Letteratura» rubrica televisiva, RAI/TV, 21 novembre
•    M. Vescovo, L’eredità dell’informale, «NAC», n. 12, Milano, dicembre
   


1974
Inizia a lavorare a una serie di grandi tele dedicate all’iconografia dello sciamano, figura evocatrice dell’inconscio immaginario ma, quasi per contrappunto, non trascura l’opera grafica, cui nel frattempo si dedica con grande impegno e risultati alti. Alla Mostra di grafica contemporanea a Roma che si svolge alla galleria l’Ariete, Guido Giuffrè, nel testo in catalogo ravvisa analogie procedurali con il bolognese Morandi:
Brunori ama Morandi e custodisce gelosamente un foglio tra i più belli del bolognese. Egli nutre altri amori dichiarati, da Bartolini (di cui i suoi fogli non recano traccia) a Rembrandt. Ma di nessuno quanto di Morandi egli ha vissuto a fondo la lezione; come in un’altra lastra dello stesso ’68 quando sembra guardare alla Natura morta a tratti sottilissimi del ’33, quasi a raccogliere la sfida di quell’irraggiungibile svariare di segni e forme maestose e insondabili nell’apparenza domestica ... L’immagine in Brunori è meno complessa, ma denso e poetico il mistero vela le rocce lunari, e scorrere muto di figure e rispecchiarsi di soli spenti, in una metafisica teneramente terrestre …
Un rilievo particolare rivestono le parole di Lorenza Trucchi apparse su «Momento Sera» del 6-7 novembre che partendo dall’analisi dell’opera pittorica coglie il lucido rigore della produzione incisoria:
La felicità di canto, caratteristica peculiare dell’opera di Enzo Brunori, rilevata fin dal 1958 da Lionello Venturi, si affida al colore. Colore sapiente e ricco, di radice totale, vivificato dalla energia della luce. Tuttavia a questa componente, dichiaratamente effusiva, quasi edonistica, Brunori ha affiancato, a sorreggerla se non a correggerla, la componente razionale della verifica, affidata allo studio della struttura dell’immagine. In altri termini partendo da motivi e soggetti reali dei quali ruba e assimila con i suoi occhi commossi ma fermi (coraggiosi li chiamava Birolli) soprattutto i colori, Brunori ne distilla in un secondo tempo la trama essenziale di una interna geometria. Di questo conseguente processo mentale ed operativo di una forte, prepotente emozione cromatica sottoposta ad un esigente controllo formale, si ha una prova quantomai evidente nella produzione incisoria.
In autunno gli viene dedicata una mostra personale alla Galleria Forum di Trieste presentata da Marco Valsecchi.
Intanto continua ad esprimere il suo costante impegno politico, a fianco dell’amico Antonio Giolitti eseguendo la copertina per l’invito al Convegno Nazionale della Sezione culturale del PSI.
Nello stesso anno progetta alcune vetrate per il Nuovo Palazzo di Giustizia di Roma.

Partecipa a:
•    Trieste, Galleria Forum, Brunori, testo di M. Valsecchi, 24 aprile-8 maggio
•    Ovada, Logge di S. Sebastiano, Ultimo naturalismo tra storia ed avanguardia, luglio
•    Prato, Galleria Metastasio, Aspetti informali e astratti dal ’50 al ’60, settembre
•    Roma, Grafica contemporanea, a cura della Casa Editrice Il Feltro, Roma, ottobre
•    Torino, Palazzo della Promotrice al Valentino, XII Quadriennale nazionale d’Arte, ottobre
•    Roma, Galleria l’Ariete, Brunori, testo di G. Giuffrè, 24 ottobre-30 novembre

Recensioni:
•    N. Pensabene, «N. O. Nuovi Orientamenti», Gallipoli, gennaio
•    «Panorama d’Arte», Magalini Editrice, Brescia
•    D. Micacchi, Il flusso di luce di Enzo Brunori, «L’Unità”, Roma, 2 novembre
•    L. Trucchi, «Momento Sera», Roma, 6-7 novembre
•    M. Bernardi, Sono 300 tutti artisti, «La Stampa», Torino, 12 novembre
•    Vice, Brunori, «Giornale di Calabria», 16 novembre
•    Ci vediamo in galleria, «Momento Sera», Roma, 20 e 21 novembre
•    S. Giannatasio, La grafica di Brunori, «L’Avanti», Roma, 28 novembre


1975
È il teorico dell’astrazione italiana Carlo Belli a presentarlo alla Galleria Zanini di Roma in febbraio, nel testo traspare tutta l’ammirazione per Brunori, uomo d’arte e di spirito. Il titolo dello scritto è molto eloquente: restare nella pittura. Belli scrive:
Il canto di Brunori è ben originale: non monodico, ma corale, e se i temi paiono attingere a radici paesane con spunti non esenti da ruvidezze contadinesche, lo sviluppo del testo giunge a finiture insospettabili, ad eleganze virginali, come in certi piccoli quadri; i colori, come avviene dei suoni nella polifonia, corrono in «parti reali», ossia autonome, oppure incontrandosi in toni gradevoli, o scontrandosi in dissonanti frizioni, scavalcandosi in giochi arditi e giostrando in movimenti giocondi, vanno a comporre un tutto armonico, sostenuto da ramificazioni contrappuntistiche che finiscono per conferire alla composizione una sua fonda religiosità. Scrosciano i verdi veronese in torride escandescenze, temperate subito dai bruni-rosati; dominano qua e là focolai di rosso scarlatto smorzati da grigi sapienti, quasi a introdurre aree di riposo livido e stagnante, e se non fosse per certi guizzi violacei … Vedete? Non si esce dal discorso cromatico.
Sarà lecito tutt’al più osservare come in un tempo culturale stimolato da un piuttosto vuoto turbinio di cose, questa mostra offra occasione a una pausa di cauta meditazione. Il protagonista, escludendosi da coloro per i quali il mattino è già preistoria quando è sera, denuncia la sua fede in una attività dello spirito che, secondo lui, non può morire. Alle idolatrie dell’attimo che fugge, alla religione del rapido consumo, all’archetipologia dello sperimentalismo, egli oppone una vera e propria ergolatria, ossia un impulso amoroso alla laboriosità costruttiva.
Nel 1975 Brunori inizia ad insegnare pittura all’Accademia di Belle Arti di Roma e in questa attività, che porterà avanti con passione fino all’anno della sua morte, esprime quella vocazione di autentico docente, severo e paterno allo stesso tempo, che lo farà amare dai suoi allievi ai quali ripete spesso:
Bisogna avere timore e tremore della pittura.
Nella sua scuola non c’è spazio per l’improvvisazione e la faciloneria: la pittura per Brunori è il luogo ideale della conoscenza, lo spazio miracoloso dove lo sguardo dell’artista si fonde con il mistero e la bellezza della natura, dove la mano si muove all’unisono con l’occhio in gesti che investigano la realtà, attenti ai minimi sussulti del colore e agli accordi tra pieno e vuoto.
Nella mia aula non si fanno quadri; è piuttosto una clinica per l’occhio, un luogo dove curare la vista affinché il mondo vi appaia sotto nuove prospettive.
Ecco allora la sua didattica, basata su esercizi di percezione del colore e dello spazio, sul disegno dal vero rispettoso della natura intima dell’oggetto, pianta o modello che sia, sulla composizione.
E ancora lunghe lezioni teoriche, dove si spazia dalla storia dell’arte alla filosofia, dalla scienza alla letteratura, nell’intento di dare radici forti ai suoi giovani studenti, consapevole che non esiste arte se non nella conoscenza e sviluppo della tradizione.
Ma al di là della didattica, Brunori è capace di comunicare amore e rispetto per l’arte e per il ruolo dell’artista. Dice spesso agli studenti:
Ricordatevi che per quanto cattivo possa essere un artista, è sempre la persona migliore che potete incontrare.
Idealismo forse, eppure questa visione dell’artista, sostenuta in lui da rigore, sensibilità, intelligenza, è esattamente il messaggio che Brunori ha saputo trasferire ai tanti allievi che nell’arco di 18 anni hanno frequentato i suoi corsi. Molti sono diventati pittori, gli altri, persone con uno sguardo più attento e sgombro da incrostazioni e automatismi della memoria.

Partecipa a:
•    Roma, Galleria Zanini, Brunori, testo di C. Belli, 12 febbraio
•    Prato, Galleria Metastasio, Grafica, maggio
•    Marsala, I Premio di Pittura, agosto
•    Milano, Palazzo della Permanente, ottobre
•    Palermo, Galleria Arte al Borgo, Brunori, testo di G. Giuffrè

Recensioni e altra bibliografia:
•    E. Francia, RAI «Taccuino delle Arti», III programma, febbraio
•    Pura armonia, «Il Resto del Carlino», Bologna, 11 febbraio
•    V. Apuleo, Enzo Brunori alla Galleria Zanini, «La Voce Repubblicana», Roma, 13 febbraio
•    Berenice, Settevolante, «Paese Sera», Roma, 13 febbraio
•    Le mostre, «Fiera Letteraria», Roma, 16 febbraio
•    V. Mariani, RAI «Le sette arti, Taccuino della critica», programma nazionale (h. 21,30), 19 febbraio
•    Lambertini, Tele di Brunori e di Corpora, «Il Giornale», Milano,
    21 febbraio
•    S. Orienti, Enzo Brunori, «Il Popolo», Roma, 25 febbraio
•    Ci vediamo in galleria, «Momento Sera», Roma, 26-27 febbraio
•    L. Trucchi, Brunori alla Zanini, «Il Tempo», Roma, 26-27 febbraio
•    F. Vincitorio, Brunori, «L’Espresso», Roma, 2 marzo
•    M. Dazzi, Intervista radiofonica, I rete RAI (h. 19), 7 marzo
•    G. Visentini, Enzo Brunori, «Il Messaggero», Roma, 16 marzo
•    V. Ronsisvalle, «Telegiornale», I canale RAI/TV (h. 13,30), 19 marzo
•    A. Caciagli, «Il Miliardo», Roma, 20 marzo
•    S. Giannatasio, Brunori alla Zanini, «L’Avanti», Roma, 21 marzo
•    Brunori in mostra, «Gazzetta del Mezzogiorno», 26 marzo
•    G. Da Via, Brunori alla Zanini, «Osservatore Romano», Città del Vaticano, 26 marzo
•    Scheda su Brunori, «Bolaffiarte», Torino, aprile-maggio
•    G. Ruggeri, «Il Resto del Carlino», Bologna, 6 giugno
•    Dizionario Enciclopedico, Istituto per la Enciclopedia Treccani, Roma
•    «Corriere dei poeti e dei pittori», Firenze
       

1976
L’opera di Brunori viene presentata a Ravenna alla Galleria Mariani da Claudio Spadoni che scrive nel saggio introduttivo del catalogo:
Il riferimento alla sua Umbria, già più volte proposto, non mi pare sia pretesto puramente letterario: basta guardare quei bruni macerati che sembrano racchiudere l’austera povertà di quella terra consumata dal tempo in una fierezza di antichi splendori; o quelle sinfonie di verde scandite come crinali di colline nella stagione delle erbe. Queste presenze, questi umori sotterranei, fanno ormai parte di Brunori, hanno ormai messo radici in corrispondenze sue interiori, come battiti oscuri e inevitabili. La sua natura, o meglio, il suo sentimento della natura, altro non è che un modo diverso, di vederne la vita e di instaurare con essa quel rapporto eterno (anche se continuamente rimesso in discussione) che lega l’uomo - lo voglia o meno - alle cose.

Partecipa a:
•    Ravenna, Galleria Mariani, testo di C. Spadoni, 22 maggio-6 giugno
•    Roma, Accademia di Romania, Omaggio a Carlo Levi
•    Santa Sofia, XX Premio Campigna, Realtà e Natura (Medaglia d’oro), luglio-agosto

Recensioni e altra bibliografia:
•    C. Spadoni, Brunori alla Mariani, «Il Resto del Carlino», Bologna,
    4 giugno
•    Premio Campigna, «L’Avanti», Roma, 7 agosto
•    Q. Vecchioni, Il Premio Campigna, «Il Corriere di Sesto», 18 settembre
•    Brunori (alla voce), in Dictionary of International Biography, Edizioni Melrose Press, Cambridge, England

1977
In questo periodo ragioni di salute che rendono più difficile, per Vittoria, affrontare viaggi e affaticamenti, inducono Brunori a ridurre i rapporti con il mondo dell’arte. Ne deriva un certo isolamento e le presenze a mostre ed esposizioni si fanno via via più rarefatte.
Brunori dedica molte energie alla cattedra di Pittura all’Accademia di Belle Arti di Roma. Ai suoi allievi, che vedono nell’ormai maturo maestro una figura di indubbio carisma, è solito raccomandare:
… diceva Diderot: l’arte del colorista è retta su infinite dissonanze visive di colori nemici mescolati e riconciliati sulla tela; quello che si deve sottolineare è che l’esperienza del colore opera per nessi di tempo e di spazio estremamente mobili e ampi. Anzi, tempo e spazio, sono relativi al punto d’osservazione, perciò i divari di concezione spesso si ripropongono come coincidenze e quello che sembrava finito e sepolto torna vivo e di attualità.
Si inaugura la serie dedicata ai Gabbiani, ispiratagli dalla loro attenta osservazione, a tutte le ore della giorno, durante i soggiorni nella casa di Fregene, che ha acquistata da Alberto Moravia: da lui era stata fatta costruire e lungamente abitata insieme a Dacia Maraini.

Partecipa a:
•    Firenze, Villa Tornabuoni, Edizioni Il Bisonte, Incisioni di Maestri Italiani
•    Perugia, Accademia dei Filedoni, Arte Contemporanea, marzo
•    Roma, Galleria Zanini, Maestri Contemporanei, maggio-giugno
•    Roma, Premio Valentino Bucchi, luglio (acquaforte a due colori)
•    Venezia, Galleria Forma, Natale Grafica, dicembre

Recensioni e altra bibliografia:
•    M. Penelope, Brunori, «L’Avanti», Roma, 26 novembre
•    G. Di Bianca, Mostre a Palermo, Edizioni Flaccovio, Palermo
•    D. Lajolo, Brunori, un pittore poeta e uomo d’azione e di vita, «L’Unità”, Milano
•    Decameron di G. Boccaccio, n. 42, Fratelli Fabbri Editori (tavola fuori testo)
   

1978
Esce la monografia di Giuseppe Gatt dedicata a Brunori e sua è anche la presentazione in catalogo per la personale alla Galleria Vittoria in via Margutta a Roma.
L’artista viene insignito con Medaglia d’oro del Presidente della Repubblica e del diploma di benemerito della Scuola, della Cultura e dell’Arte dal Ministero della Pubblica Istruzione.

Partecipa a:
•    Prato, Galleria Metastasio, Trentanni di pittura Contemporanea, maggio
•    Roma, Piazza del Popolo, Omaggio degli Artisti alla Galleria L’Agostiniana, maggio
•    Imola, XVI Biennale Nazionale d’Arte, agosto
•    Roma, Galleria Vittoria, testo di G. Gatt, novembre
•    Lecce, Centro Culturale Salento, 3a Rassegna Internazionale della Grafica
•    Parigi, Maison dell’Unesco, Collezione dell’AIAF

Recensioni:
•    T. Bonavita, Musica e Pittura, «Il Tempo», Roma, 7 novembre
•    T. Bonavita, Il tempo dei gabbiani, «Il Tempo», Roma, 16 novembre
•    M. Torrente, Mille idee a colori, «Il Giorno», Milano, 18 novembre
•    Fra. Per., La poesia della natura, «Vita», Roma, 23 novembre
•    R. Civello, Forma-Luce di Enzo Brunori, 29 novembre
•    G. Cialini, Enzo Brunori, «La Nazione», Firenze, 2 dicembre

1979
È nominato Accademico Effettivo dell’Accademia delle Arti dell’Incisione ed espone le sue nuove opere in due mostre personali a Roma, nella sala di Prospettive nel mondo, presentato da Domenico Guzzi e a Bologna, alla Galleria La Loggia, presentato dal poeta Gianfranco Pernaiachi che, anni dopo, pubblicherà presso Allemandi Editore un volumetto di poesie dedicate a Brunori ed illustrato con alcuni dipinti che lo avevano particolarmente ispirato.

Partecipa a:
•    Bologna, Galleria La Loggia, Enzo Brunori, testo di G. Pernaiachi, marzo-aprile
•    Roma, Teatro dell’Opera Sala Gialla, Artisti Contemporanei, aprile
•    Roma, Prospettive nel Mondo, Enzo Brunori, testo di D. Guzzi, giugno
•    Lisbona, Salone dell’incisione, Gravura Abstracta Italiana

Recensioni e altra bibliografia:
•    A. Battistini, «Il Quindicinale», 30 gennaio
•    Bologna, Galleria La Loggia, Enzo Brunori, «Alla Ribalta», n. 6, 20 marzo
•    F. Basile, Voci segrete della natura, «Il Resto del Carlino», Bologna,
    23 marzo
•    D. Guzzi, Enzo Brunori, «Prospettive nel mondo», n. 36, giugno
•    «Corriere Laziale», 6 giugno (riproduzione in b/n)
•    F. Simongini, Mostra di Enzo Brunori, «Il Tempo», Roma, luglio
•    B. De Gioia, «Iterarte 18», anno 60°, Bologna, dicembre
•    Lexicon dell’Arte Italiana, Edizioni Maino Milano (scheda)

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